Le origini
L’estremo oriente,
in particolare la Cina nel 5.000 a.C.,
si può considerare la culla della
ceramica così come la intendiamo
al giorno d'oggi. Attraverso i secoli
poi, incontriamo l’esempio elegante
della civiltà minoica, le decorazioni
geometriche della Grecia del periodo
attico, gli etruschi con la particolare
tecnica del bucchero (oggetti
neri e lucidi ad imitazione del metallo)
fino ai romani per le decorazioni con
smalti particolari.
La modellazione
Tecnica del colombino
La tecnica del colombino permette di modellare tutte
le forme, anche grandi e complesse, ma deve essere esercitata
con un po' di precisione e tanta pazienza.
Si parte da un lastra di argilla stesa
con un matterello da cui si ritaglia
la forma di base. A questo punto si
preparano i c.d. colombini,
cioè si prendono dei pezzi di
argilla e si fanno rotolare con le mani
su di un piano di lavoro fino ad ottenere
dei lunghi "salamini" che
vengono attaccati uno sull'altro partendo
dalla base ritagliata.
Mentre si fa questo si dà forma
all'oggetto che potrà essere
bombata, cilindrica, svasata, conica
etc., e alla fine si liscia la creta
per renderne omogenea la superficie.
Quando la terra si sarà seccata
(dopo qualche giorno) l'oggetto sarà
pronto per essere cotto in un forno
apposito alla temperatura di circa 1000°
C. Dopo la cottura ciò che si
ottiene è il c.d. "biscotto"
ed è pronto per essere decorato
come più ci piace; dopodichè
è necessario fare una seconda
cottura per poter fissare i colori e
rendere impermeabile il nostro oggetto
(può anche essere usato per alimenti).
Tecnica a lastre
Le lastre possono essere ricavate tagliando, con un filo di ferro,
un pane di argilla, oppure stese con un matterello casalingo fino
ad ottenere lo spessore desiderato. Da queste si tagliano le forme
volute (ad es. 6 quadrati, per una scatola a forma di cubo) che
poi verranno assemblate. E' importante unire bene le parti per
evitare che nella fase di essiccamento o di cottura possano esplodere
o staccarsi per effetto dell’aria inglobata durante la lavorazione.
Un buon metodo per congiungere le lastre senza pericolo di rotture
è quello di usare la cd. barbottina, un collante
preparato con semplice argilla secca impastata con acqua; è
opportuno che sia composta con la stessa argilla che usiamo per
creare l’oggetto.
Tecnica a pollice
Sicuramente una delle più antiche tecniche per modellare
un contenitore: ci si serve solo dell'ausilio delle mani. Si parte
da una palla di argilla di dimensione tale da essere contenuta
in una mano e, con l'altra, si preme con il pollice al centro
della palla, fino a giungere a un paio di centimetri dal fondo.
Attraverso un serie di movimenti di pressione sulle pareti e di
rotazione della palla si ottiene una ciotola dai bordi più
o meno alti, questa tecnica richiede una certa pratica ma ha il
vantaggio di modellare rapidamente il pezzo. La magia nelle nostre
mani!
La decorazione
Ingobbio: durante la fase di essiccamento della
creta vi è un momento in cui questa ha la consistenza del
cuoio, è in tale fase che si può applicare l’antica
tecnica dell’ingobbio. Questa tecnica consiste
nello stendere uno strato di barbottina di argilla bianca o colorata
sull’oggetto foggiato; in seguito si procede all’essiccatura
e cottura. Può essere necessario fare una seconda cottura
se si vuole ulteriormente decorare l’opera o invetriarla
per renderla lucida e impermeabile.
Sottocristalline o colori: è la vera
e propria fase di decorazione. I colori si danno direttamente
sul biscotto, che può essere bianco o rosso, con leggere
pennellate. In commercio si trovano colori già pronti all’uso
oppure polveri di pigmento che vanno disciolte in acqua, in entrambi
i casi offrono una vasta gamma di tonalità con cui possiamo
liberare la fantasia. Dopo aver disegnato e colorato il pezzo,
segue una fase essenziale: quella dell’invetriatura
mediante l’uso della cristallina.
Cristallina: è una polvere vetrosa che
si scioglie con acqua. La miscela ottenuta si stende sul biscotto,
in uno strato molto sottile, immergendovi l’oggetto o passandolo
con uno nebulizzatore ad hoc, dopodiché segue una seconda
cottura ad almeno 900°. E' a questa temperatura che la cristallina
fonde e diventa vetrosa, lucida e trasparente (cristallina, appunto).
Smalti: a differenza della cristallina che lascia
visibile la superficie (colorata o meno) dell’oggetto, gli
smalti che rivestono il biscotto sono del tutto coprenti. Questi
possono essere lucidi oppure opachi e, dopo la cottura, il risultato
sarà sempre quello di un rivestimento duro e compatto che
renderà l’oggetto totalmente impermeabile. Così
come per i colori, in commercio si trovano smalti pronti in barattolo
oppure in polvere ma, di certo, i primi sono molto più
semplici da usare. La particolare composizione chimica dello smalto
fa sì che questo debba essere applicato generosamente per
consentire, durante la cottura, la giusta fusione a temperature
che vanno dai 950° ai 1100°C.
Tecnica della maiolica: è la combinazione
di due tecniche: smalto e colori. Si parte da un biscotto rosso
sul quale si applica uno strato di smalto solitamente bianco.
Una volta che lo smalto è asciutto, si va a realizzare
la decorazione voluta con l’uso dei colori, quindi si procede
alla cottura. L’effetto è molto suggestivo poiché
è simile alla pittura con acquerelli, il colore leggero
lascia trasparire il fondo chiaro. Sicuramente è una tecnica
semplice da usare dal momento che non occorre proteggere i colori
con la cristallina dato che è lo stesso smalto che, fondendo,
li protegge.