I segreti di "lucignolo"
La tecnica del colombino (o lucignolo) è tra i metodi di modellazione della terra cotta più antichi. E' quella che maggiormente mi affascina non solo perché immediata e capace di regalare numerose possibilità di modellazione ma anche perché è la più vicina alle mie caratteristiche creative. Conoscere le varie tecniche di modellazione è utile non solo perchè ci apre le porte ad un mondo pieno di storia e tradizioni, in gran parte dimenticate, ma anche perché ci permette di scoprire quella più prossima alle nostre attitudini artistiche.

Scelti per voi
L'arte è dentro di noi, se riusciamo a scoprirla abbiamo già percorso metà della strada, se poi abbiamo la fortuna di incontrare un buon maestro facciamoci prendere per mano e condurre nel fantastico mondo dell'argilla! Quando ho cominciato a lavorare la creta ho sentito il desiderio di ampliare le mie conoscenze attraverso la lettura di testi e manuali di riferimento sulla tecnica ceramica. E'stato anche un modo per affinare la mia tecnica, per mettermi alla prova: imitando le opere di chi la ceramica la vive e la insegna. Ho raccolto per voi una serie di manuali che sono sicura troverete molto interessanti. Continua >>>

Le origini

L’estremo oriente, in particolare la Cina nel 5.000 a.C., si può considerare la culla della ceramica così come la intendiamo al giorno d'oggi. Attraverso i secoli poi, incontriamo l’esempio elegante della civiltà minoica, le decorazioni geometriche della Grecia del periodo attico, gli etruschi con la particolare tecnica del bucchero (oggetti neri e lucidi ad imitazione del metallo) fino ai romani per le decorazioni con smalti particolari.

La modellazione

Tecnica del colombino
La tecnica del colombino permette di modellare tutte le forme, anche grandi e complesse, ma deve essere esercitata con un po' di precisione e tanta pazienza.
Si parte da un lastra di argilla stesa con un matterello da cui si ritaglia la forma di base. A questo punto si preparano i c.d. colombini, cioè si prendono dei pezzi di argilla e si fanno rotolare con le mani su di un piano di lavoro fino ad ottenere dei lunghi "salamini" che vengono attaccati uno sull'altro partendo dalla base ritagliata.
Mentre si fa questo si dà forma all'oggetto che potrà essere bombata, cilindrica, svasata, conica etc., e alla fine si liscia la creta per renderne omogenea la superficie.
Quando la terra si sarà seccata (dopo qualche giorno) l'oggetto sarà pronto per essere cotto in un forno apposito alla temperatura di circa 1000° C. Dopo la cottura ciò che si ottiene è il c.d. "biscotto" ed è pronto per essere decorato come più ci piace; dopodichè è necessario fare una seconda cottura per poter fissare i colori e rendere impermeabile il nostro oggetto (può anche essere usato per alimenti).

Tecnica a lastre
Le lastre possono essere ricavate tagliando, con un filo di ferro, un pane di argilla, oppure stese con un matterello casalingo fino ad ottenere lo spessore desiderato. Da queste si tagliano le forme volute (ad es. 6 quadrati, per una scatola a forma di cubo) che poi verranno assemblate. E' importante unire bene le parti per evitare che nella fase di essiccamento o di cottura possano esplodere o staccarsi per effetto dell’aria inglobata durante la lavorazione.
Un buon metodo per congiungere le lastre senza pericolo di rotture è quello di usare la cd. barbottina, un collante preparato con semplice argilla secca impastata con acqua; è opportuno che sia composta con la stessa argilla che usiamo per creare l’oggetto.

Tecnica a pollice
Sicuramente una delle più antiche tecniche per modellare un contenitore: ci si serve solo dell'ausilio delle mani. Si parte da una palla di argilla di dimensione tale da essere contenuta in una mano e, con l'altra, si preme con il pollice al centro della palla, fino a giungere a un paio di centimetri dal fondo. Attraverso un serie di movimenti di pressione sulle pareti e di rotazione della palla si ottiene una ciotola dai bordi più o meno alti, questa tecnica richiede una certa pratica ma ha il vantaggio di modellare rapidamente il pezzo. La magia nelle nostre mani!

La decorazione

Ingobbio: durante la fase di essiccamento della creta vi è un momento in cui questa ha la consistenza del cuoio, è in tale fase che si può applicare l’antica tecnica dell’ingobbio. Questa tecnica consiste nello stendere uno strato di barbottina di argilla bianca o colorata sull’oggetto foggiato; in seguito si procede all’essiccatura e cottura. Può essere necessario fare una seconda cottura se si vuole ulteriormente decorare l’opera o invetriarla per renderla lucida e impermeabile.

Sottocristalline o colori: è la vera e propria fase di decorazione. I colori si danno direttamente sul biscotto, che può essere bianco o rosso, con leggere pennellate. In commercio si trovano colori già pronti all’uso oppure polveri di pigmento che vanno disciolte in acqua, in entrambi i casi offrono una vasta gamma di tonalità con cui possiamo liberare la fantasia. Dopo aver disegnato e colorato il pezzo, segue una fase essenziale: quella dell’invetriatura mediante l’uso della cristallina.

Cristallina: è una polvere vetrosa che si scioglie con acqua. La miscela ottenuta si stende sul biscotto, in uno strato molto sottile, immergendovi l’oggetto o passandolo con uno nebulizzatore ad hoc, dopodiché segue una seconda cottura ad almeno 900°. E' a questa temperatura che la cristallina fonde e diventa vetrosa, lucida e trasparente (cristallina, appunto).

Smalti: a differenza della cristallina che lascia visibile la superficie (colorata o meno) dell’oggetto, gli smalti che rivestono il biscotto sono del tutto coprenti. Questi possono essere lucidi oppure opachi e, dopo la cottura, il risultato sarà sempre quello di un rivestimento duro e compatto che renderà l’oggetto totalmente impermeabile. Così come per i colori, in commercio si trovano smalti pronti in barattolo oppure in polvere ma, di certo, i primi sono molto più semplici da usare. La particolare composizione chimica dello smalto fa sì che questo debba essere applicato generosamente per consentire, durante la cottura, la giusta fusione a temperature che vanno dai 950° ai 1100°C.

Tecnica della maiolica: è la combinazione di due tecniche: smalto e colori. Si parte da un biscotto rosso sul quale si applica uno strato di smalto solitamente bianco. Una volta che lo smalto è asciutto, si va a realizzare la decorazione voluta con l’uso dei colori, quindi si procede alla cottura. L’effetto è molto suggestivo poiché è simile alla pittura con acquerelli, il colore leggero lascia trasparire il fondo chiaro. Sicuramente è una tecnica semplice da usare dal momento che non occorre proteggere i colori con la cristallina dato che è lo stesso smalto che, fondendo, li protegge.